Corso di Styling fotografico con Giui: il resoconto

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Il 15 e 19 febbraio si è tenuta a Piacenza, presso Spazio 2, la seconda edizione del corso di Styling fotografico. Dietro la cattedra c’era, come sempre, la bravissima Giulia Russo, che ha dispensato consigli e nozioni pratiche e teoriche di composizione fotografica, aiutando i partecipanti a trovare la propria identità e costruire una personale visual strategy da utilizzare sui social network.

Come sono stati questi due giorni? Leggi l’appassionato resoconto di Giui!

 

GIUI IS NOT AN ARTIST
Fotografa e designer, unisce l’amore per queste due professioni, alla sua eterna passione nel raccontare storie di persone, oggetti e eventi, grazie al potere estetico con cui un’immagine ben composta e studiata travolge chi guarda.

 

 

La cosa che preferisco dei corsi di styling è che sono ogni volta più belli. Anzi no, la cosa che preferisco più di tutti è che ogni partecipante inizia da solo e finisce con l’essere parte di un piccolo grande euforico gruppo, che partecipa insieme per creare qualcosa di bello. O forse no, la cosa che preferisco ancora di più sono le persone stesse che partecipano e vedere i loro occhi cambiare modo di guardare il mondo, intanto che ci inoltriamo nella materia.

La fase che mi piace dire più di tutte è:

Spero che usciate da qui con nessuna risposta, ma con le domande giuste da porvi“, da porre prima di scattare una foto e mentre la si scatta. E la cosa bella è vedere come cambia il modo di ognuno di farsi domande.
foto dello styling di Susanna, www.sundaytime.it
Anche questa volta la prima parte del corso è stata riservata allo studio di una progettazione visiva basata su ciò che ognuno voleva esprimere. Capire che la connessione messaggio-immagine è fondamentale, che i contenuti visivi sono la forma più democratica di comunicazione, proprio perciò possono divenire un’arma a doppio taglio e vanno progettati in modo coerente con se stessi e con i propri valori.

Ci siamo soffermati su Instagram e su come questo social network sia collegato al raccontare storie, le nostre storie, ognuna diversa, ognuna unica e potenzialmente bellissima. Abbiamo navigato in un mondo di ispirazione, che abbiamo capito dover andare a cercare da tutt’altra parte.

Dopodiché, ogni partecipante ha progettato la propria strategia visiva, autentica, innamorata, concreta. Su questa ha scelto oggetti di scena, prodotto da fotografare e fondale che ha portato la volta successiva.

La seconda parte del corso, più connessa allo styling vero e proprio, ha trattato di esercizi visivi, ma soprattutto di composizione.
Ho cercato di spiegare una cosa a cui tengo molto: lo styling è un esercizio di metafora.
Detto un po’ meno bene, ma per rendere meglio l’idea: “è lasciare tutti i cassetti della nostra mente aperta, per poi andare a pescare da ognuno di essi, in base all’esigenza, per trovare accostamenti inediti, che aspettavano solo di essere scoperti
Lo styling è un’evocazione simbolica.
All’inizio può essere difficile, ma abbiamo davvero capito come l’applicazione vale più di ogni talento, quando ogni partecipante ha messo “le mani in pasta”, o meglio alla macchina fotografica o smartphone ed ha provato a comporre la sua immagine, forte di tutte le nozioni apprese nella parte teorica.
Questo è stato il momento in cui quel briciolo di anarchia, fertile per la creatività, ha contagiato tutti.
Credo che sia stato questo il momento in cui mi sono tolta le scarpe, per salire sgabelli, montare cavalletti su tavoli e fare acrobazie da non ripetere a casa, per rimettermele solo quando l’ultimo partecipante è uscito soddisfatto di quello che aveva realizzato.
La pratica è il mio momento preferito, perché in così poco tempo, si riesce già a vedere le domande giuste dietro agli occhi di chi sta per posizionare la propria creazione da fotografare.
Ovviamente sono di parte, perché amo così tanto trasmettere queste informazioni, condividere quest’esperienza che mi sembra tutto vada sempre nel migliore dei modi…per questo quando mi arrivano i feedback di altri, che sono ancora migliori di come l’esperienza era sembrata a me, non sto nella pelle fino al prossimo shooting:
Susanna, bravissima creativa che si diverte con il legno e la ceramica mi ha scritto:
“Quello che posso dire al termine del corso di styling è quanto Giui non sia solo una professionista capace e competente, con un gusto raffinato ed un talento immenso, ma anche e soprattutto quanto sia una persona capace di cogliere la poesia nel quotidiano, di catturare l’essenza di un momento, e di emozionare con la sua inconfondibile cura per i dettagli. La passione per ciò che fa è tangibile e traspare in ogni suo lavoro. E’ stata generosa sia nelle informazioni che nel tempo che ci ha dedicato affinché fossimo pienamente soddisfatti del risultato. Sono entusiasta di aver conosciuto una giovane e promettente artista come Giui
foto dello styling di Susanna, www.sundaytime.it
Se per chi ha partecipato è stata un’esperienza bella la metà di quello che lo è stato per me, posso ritenermi molto, molto, molto soddisfatta.

P.S: Seguite Giui sulla sua Pagina Facebook per essere sempre aggiornati sui corsi che tiene in giro per l’Italia!

Mafalda

sostenitrice del movimento handmade fin dalla prima ora , ama disegnare e creare oggetti artigianali. Le sue passioni sono l'illustrazione per l'infanzia, i paesi del nord Europa e la musica indie folk.

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