Il Ritratto dei Creatori: Pepì le stoffe del cuore

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Scopri lo shop di Le stoffe di Pepì QUI

 

Mi chiamo Sonia, sono una ragazza come tante, e il laboratorio di Pepì nasce prima per gioco, poi  diventa una necessità. La mia è una parentesi felice fra cucito a mano libera, emozioni, ottimismo. Creo cose, racconto storie, su commissione (e non!)

Quando ti sei avvicinata al mondo del fatto a mano?

Il marchio Pepì -le stoffe del cuore- nasce nel 2014, dopo un’incubazione lunga una vita: a due anni mi son stati presentati carta e colori ed è subito stato amore! L’inclinazione verso il bello, l’originalità e l’artigianalità sono nati assieme a me anche se durante tutta la vita ho fatto scelte che poco hanno riguardato il fare delle mani, per cui quando cinque anni fa ho perso il mio lavoro e sono dovuta uscire dalla “comfort zone”, ho trovato già spianata la strada per rimettermi in gioco: è arrivato il tempo in cui cucire, dipingere, assemblare e pasticciare hanno lasciato il ruolo di comparsa nella mia vita, diventandone prepotentemente protagonisti.

Sono anche una psicologa, ma questa è un’altra storia! Lo accenno solo perché sono fermamente convinta che l’arte del fare sia strettamente intrecciata con un certo modo di sentire e vivere le cose, e che la parte creativa, indisciplinata, un po’ irriverente che è in ognuno di noi vada fatta emergere e che debba rivestire la giusta importanza, fianco a fianco con la parte razionale. L’equilibrio. Credo che creare significhi anche un po’ distruggere: le certezze, le sicurezze, ciò che si è conquistato, e ricostruire con il colore, reinventarsi, abbattere le barriere che standardizzano le persone, le professioni, e dettando leggi su chi si dovrebbe essere e come, appiattendo l’io e costringendolo in sovrastrutture che sono gabbie. Ecco: creare per me significa liberare l’io.

Cosa ti piace creare? Parlaci del tuo mondo!

Il mio mondo è fatto di “esercizi Zen”, li chiamo così. Tutti gli oggetti che penso, disegno e assemblo con centinaia di punti a mano nascono per portare chi li guarda ad immaginare, a raccontare la propria storia. Il mio intento è creare microcosmi che rimandino ad un senso di libertà, al sogno, ad un volo interiore. E’ così che nascono mongolfiere, nuvolette da cui piovono arcobaleni, casette delle fate, castelli volanti tra sogno e realtà, ricreo scenari in cui regna sovrano il potere della fantasia e si risveglia l’immaginario ed il sogno ad occhi aperti. Magicamente prendono vita saghe di cavalieri ed eroi, principi e principesse, piloti dell’infinito, ed ogni avventura che è possibile immaginare, coniugando realtà e fantasia con la magistrale spontaneità di cui solo un bambino è capace. I manufatti che preferisco creare sono quelli con cui accompagno chi li guarda ad immaginare, a proiettare la propria storia, ad abbracciare l’immaginazione e lasciarsi portare lassù, proprio sulle mie nuvole cucite a mano.

Il mio mondo è fatto di piccole cose, e le piccole cose possono brillare parecchio.

Qual è il momento che preferisci quando crei?

Mi piace essere metodica quando posso, sveglia presto la mattina e via al lavoro come quando lavoravo in ufficio. Se ho altri incarichi per le mani vado in crisi e spesso lavoro fino a notte per seguire un minimo di tabella di marcia, ci vuole organizzazione altrimenti è impossibile rispettare le scadenze, infatti cerco sempre di terminare un lavoro in anticipo se posso piuttosto che prendermi tutto il tempo concordato.

Una mente creativa è stakanovista, ognuna delle 24 ore della giornata è perfetta, ogni piccola insignificante cosa è degna di nota. Io personalmente non mi stanco mai…

La creazione più strana che hai realizzato (anche su richiesta)?

Le creazioni più strane per i miei canoni sono quelle a tema natalizio: collaboro con una nota rivista creativa e la prima richiesta che mi hanno fatto è stata proprio per il numero di Natale. Dove sta la stranezza? Io odio il Natale! Però da allora ho iniziato a lavorare anche su questo limite, e grazie a loro il Natale porta un sorriso anche a me, Miss Sgrunch, anche se devo creare oggetti natalizi già da maggio e per tutta l’estate… mi ci immaginate?

Come stai vivendo questa avventura e come immagini il tuo futuro?

Questa avventura è ancora tutta da vivere, fatta di studio (sono autodidatta), di imperfezioni come gli oggetti che cucio rigorosamente a mano, perché la macchina da cucire rende i punti tutti uguali, velocizza i tempi ma toglie tempo ai pensieri che accompagnano ogni punto ricamato a mano. Perché per me fare arte, nel mio piccolissimo timido mondo di colori, resta sempre una cura ed una medicina per le brutture, è il momento della gioia, dei sorrisi e dei sogni. Ogni oggetto che mi commissionano, che commissionano al mio alter ego, Pepì, è un sorriso colorato che ho bisogno di regalare, è il sorriso della mia anima, (forse) finalmente libera di creare!

Ho paura di volare, nel senso che amo sentire i piedi sulla terra, non ho ambizioni proibitive: ho voglia di fare un passo alla volta, di imparare da ogni gioia, da ogni caduta, entusiasmarmi per ogni soddisfazione, scoraggiarmi e desiderare di mandare tutto per aria, e poi rimettermi a studiare, mettermi in discussione come stile di vita perché si può e si deve sempre migliorare, è un dovere verso noi stessi evolvere e sbocciare.

Come e quando hai deciso di aprire uno shop su ALM?

Ho deciso di aprire qui su ALM nel 2015, ho diverse bellissime amiche che avevano già lo shop qui e me ne hanno parlato bene, però mi ci sono dedicata solo da gennaio 2017, per troppo procrastinare! E’ il mio limite più enorme: accettare che non tutto debba essere perfetto! Infatti il mio shop è ancora pieno di imperfezioni che mi fanno arrossire non poco, però giuro ci sto lavorando! E’ la mia grande montagna tutta ancora da scalare, ma un giorno conto di essere là in cima a fare yoga.

Hai consigli per aspiranti creatori?

Oh sì, uno su tutti: mettere le ali all’unicità, sollevarla su un piedistallo come se fosse la cosa più importante. Essere amici di se stessi, nella nostra imperfetta splendida diversità. La personalità credo sia la base di tutto, il fondamento su cui costruire la creatività. Raccontate la vostra storia, e quella di nessun altro! Ognuno di noi è interessantissimo, create un’empatia, suscitate emozioni, raccontatevi attraverso i vostri colori.

Secondo ma non meno importante e strettamente legato al primo: vi si richiede coraggio. Coraggio per reinventarvi ogni giorno, per metterci la faccia oltre a tutte le vostre energie e sapete perché? L’ho capito solo quest’anno: se non ci mettete la faccia, se non vi proponete, se non partecipate ai market, se siete timidi non vi vedrà davvero nessuno, lì al sicuro dietro il vostro schermo muto. Riceverete molti rifiuti, forse non vi sentirete all’altezza perennemente, mai abbastanza pronti… ma non è così, fate il passo che temete di più.

Una cosa che mi procura una grande tristezza è vedere la creatività “presa in prestito”, la riproduzione dell’idea nata in un’altra persona, è davvero uno spreco di energie perché ognuno di noi è splendido, e mi piacerebbe incoraggiare chi non è sicuro di sé, e rassicurarlo che quello che fa la differenza in questo meraviglioso ma anche un po’ inflazionato mondo di makers è proprio essere se stessi.

A tutti coloro che dubitano in se stessi: NON DUBITATE! Io stessa me lo ripeto ogni giorno!

Un libro, un film e una canzone che ti rappresenta

Siddharta (l’equilibrio!),
Il favoloso mondo di Amelie
lo sciabordìo delle onde del mare che entra dalla mia finestra ed echi di gabbiani nel sole, il ronfare dei miei gatti, sono l’unica musica che ascolto ed adoro ( a parte Come as you are dei Nirvana)

Per finire, ci consiglieresti 3 shop di A little Market  che non bisogna lasciarsi sfuggire?

Mopidea
Pal
Sad kittens

Le altre non me ne vogliano siete tutte eccezionali!

 

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Mafalda

sostenitrice del movimento handmade fin dalla prima ora , ama disegnare e creare oggetti artigianali. Le sue passioni sono l'illustrazione per l'infanzia, i paesi del nord Europa e la musica indie folk.

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